Due criptovalute legate al presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono crollate mercoledì, dopo che i Democratici hanno conquistato il controllo di entrambe le camere del Congresso nelle elezioni di metà mandato, mentre i principali asset digitali salivano. I risultati hanno inoltre sollevato interrogativi sulle prospettive dei token e sulle possibilità di approvazione di leggi sulle criptovalute negli Stati Uniti.
Secondo i dati di CoinMarketCap delle 17:32 UTC circa, Official Trump (TRUMP) ha perso il 17% in 24 ore, scendendo a 1,33 dollari, mentre World Liberty Financial (WLFI) ha ceduto oltre il 7%, attestandosi a 0,047 dollari. I dati hanno fatto dei due token i maggiori ribassisti tra le prime 100 criptovalute. TRUMP è la memecoin ufficiale del presidente, lanciata nel gennaio 2025; WLFI è il token di governance del progetto di finanza decentralizzata World Liberty Financial, sostenuto dalla famiglia Trump e lanciato nel 2024.
Le perdite sono seguite alle vittorie dei Democratici nelle elezioni di martedì, tra cui alcune vittorie a sorpresa in Texas. I risultati potrebbero complicare gli sforzi di Trump per portare avanti la sua agenda sulle criptovalute e sottoporre a maggiore scrutinio le iniziative crypto della sua famiglia. Hanno inoltre sollevato interrogativi sulla possibilità che le sole affiliazioni politiche bastino a sostenere la domanda di token.
Il mercato più ampio ha seguito la direzione opposta. Bitcoin è salito di oltre il 4%, a circa 80.500 dollari, ed Ether ha guadagnato il 6%, raggiungendo i 2.433 dollari. BNB è avanzato del 3%, XRP è salito del 2,6% e Solana ha guadagnato il 2,5%. Secondo CoinMarketCap, il mercato crypto nel suo complesso è cresciuto del 3,4%, arrivando a 2.690 miliardi di dollari.
Anche altri token legati alla politica sono scesi. La memecoin MELANIA, associata alla First Lady Melania Trump, ha perso quasi il 13%, attestandosi a circa 0,066 dollari. VANCE, un token che prende il nome dal vicepresidente JD Vance ma non ha alcun legame ufficiale confermato con lui, è calato di quasi il 12%. La capitalizzazione complessiva del settore delle memecoin politiche è diminuita di oltre il 16%, a 477 milioni di dollari, mentre i volumi di scambio sono aumentati del 123%, raggiungendo i 437 milioni di dollari.
Benjamin Sarquis Peillard, fondatore e CEO della piattaforma DeFi Cap, ha dichiarato a Cointelegraph che i token legati alla politica possono reagire più direttamente ai cambiamenti delle aspettative su Washington rispetto alle criptovalute consolidate, i cui prezzi riflettono anche la liquidità, i flussi istituzionali e le condizioni economiche più ampie. Ha affermato che la svendita potrebbe essere una reazione di breve termine alle elezioni, mentre la questione di lungo periodo è cosa sosterrà la domanda dei token al di là delle loro associazioni politiche.
L’esito delle elezioni aggiunge inoltre incertezza sulle leggi statunitensi relative agli asset digitali, compreso il Digital Asset Market Clarity Act, o CLARITY Act, il cui iter è bloccato. Il disegno di legge, volto a istituire un quadro normativo per gli asset digitali, non è riuscito ad avanzare al Senato all’inizio di quest’anno, non avendo raggiunto i 60 voti necessari. I Democratici avevano chiesto disposizioni etiche più rigorose e misure di salvaguardia contro i conflitti di interesse legati alle iniziative crypto di Trump; anche quattro Repubblicani si erano opposti a portare avanti la misura.
Peillard ha affermato che i risultati potrebbero influenzare il ritmo e la direzione delle leggi sugli asset digitali, con i token politici particolarmente esposti ai cambiamenti delle aspettative degli investitori riguardo al contesto politico. L’impatto delle elezioni sulla legislazione crypto resta incerto.
Fonti: Cointelegraph.
