Mercoledì pomeriggio Bitcoin scambiava vicino a 80.000 $, recuperando dal minimo notturno di 75.600 $, mentre i mercati si lasciavano alle spalle l’incertezza legata alla conquista democratica di entrambe le camere del Congresso. Alle 15:12 ET Bitcoin valeva 80.099 $, in rialzo di circa il 3% nella giornata, secondo i dati di Bitcoin Magazine Pro. La sua capitalizzazione di mercato era di circa 1.610 miliardi di dollari, con un volume di scambi nelle 24 ore pari a circa 39,6 miliardi di dollari.
Nel giro di circa 12 ore, il prezzo è salito di circa il 7,3% dal minimo al massimo raggiunto mercoledì mattina. Il rimbalzo è stato accompagnato, nell’arco di 24 ore, dalla liquidazione di posizioni in criptovalute con leva finanziaria per circa 950 milioni di dollari, comprese scommesse per 560 milioni di dollari contro un rialzo dei prezzi. Le posizioni su Bitcoin rappresentavano 403 milioni di dollari del totale; il 76% di queste erano posizioni short. Ki Young Ju, CEO di CryptoQuant, ha scritto su X che in una sola ora sono state liquidate posizioni short su Bitcoin per 215 milioni di dollari.
Gli analisti citati nel rapporto hanno affermato che la svendita legata alle elezioni potrebbe essersi verificata in gran parte prima del voto. James Butterfill, responsabile della ricerca di CoinShares, ha dichiarato che l’esito era in gran parte già scontato dai mercati, lasciando spazio a un rialzo di sollievo una volta attenuatasi l’incertezza. Anche Jaret Ahluwalia, CEO di Lumida, aveva descritto la possibilità di un «washout una tantum» in un’intervista podcast prima delle elezioni.
Il movimento ha coinciso con i rialzi dei titoli azionari statunitensi. Mercoledì pomeriggio il Dow Jones Industrial Average era in rialzo di circa il 3%, mentre l’S&P 500 guadagnava l’1,7% e il Nasdaq Composite saliva dell’1,8%. Apple e Microsoft hanno raggiunto livelli record.
Alle 12:36 ET i prezzi del petrolio erano scesi di oltre il 9% per il Brent, a 93,91 $ al barile, e di quasi il 9% per il West Texas Intermediate, a 87,59 $, secondo quanto riportato da CNBC. Il vicepresidente JD Vance ha attribuito le perdite dei repubblicani alla guerra in Iran, scrivendo su X: «Il motivo per cui abbiamo perso è la guerra». Nelle prime contrattazioni l’indice del dollaro statunitense era in calo dello 0,55%, a 101,32, il livello più basso dal 1º ottobre.
La domanda di fondi non ha ancora tenuto il passo con il rimbalzo del prezzo di Bitcoin. Martedì gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato deflussi per 115,6 milioni di dollari, la terza sessione consecutiva di prelievi. IBIT di BlackRock ha rappresentato 95 milioni di dollari, portando il totale dei deflussi in tre giorni a circa 1,16 miliardi di dollari. I flussi dei fondi di mercoledì sarebbero stati comunicati dopo la chiusura dei mercati statunitensi.
L’esito politico ha inoltre sollevato interrogativi sulla legislazione in materia di criptovalute. Jaret Seiberg di TD Cowen ha affermato che la conquista democratica rende «impossibile» una legge CLARITY sostenuta dal settore crypto e che a gennaio i comitati parlamentari che supervisionano le criptovalute passeranno ai democratici.
Glassnode ha descritto l’andamento del prezzo di Bitcoin come una verifica dei livelli superati ad agosto. La società ha indicato la True Market Mean a 77.700 $ e il costo medio di acquisto dei detentori a breve termine a 75.700 $, affermando che il mantenimento dei prezzi sopra questi livelli manterrebbe intatto il trend rialzista iniziato ad agosto. Bitcoin era ancora circa il 36% al di sotto del suo massimo storico, vicino a 126.080 $. Tra le prossime date segnalate nel rapporto figurano il rapporto sull’occupazione di ottobre, previsto per venerdì, l’indice dei prezzi al consumo di ottobre, in uscita il 10 novembre, e la prossima decisione della Federal Reserve, il 9 dicembre. Al momento della stesura del rapporto, Bitcoin era vicino a 80.200 $.
Fonti: Bitcoin Magazine.
