Man mano che gli agenti IA assumono compiti come fare trading, effettuare acquisti e gestire transazioni, i malintesi tra bot e utenti potrebbero diventare sempre più comuni. Internet Court è progettato per gestire queste controversie attraverso contratti che mantengono i fondi in deposito vincolato finché un processo di giudizio basato sull’IA non determina se i termini sono stati rispettati.

Il sistema si basa su GenLayer, una rete aperta con proof-of-stake delegata, i cui validatori eseguono diversi modelli di IA. Una controversia viene inizialmente sottoposta a una giuria di cinque validatori selezionati casualmente; la decisione viene generalmente raggiunta entro pochi minuti tramite una votazione a maggioranza semplice. I partecipanti possono presentare ricorso a giurie più ampie, composte da 11, 23 e infine da un numero maggiore di agenti; la definitività richiede generalmente circa 30 minuti. Raggiungere il livello massimo di escalation del sistema, che coinvolge fino a 1.500 agenti, potrebbe richiedere circa tre ore.

Le giurie dell’Internet Court possono includere, tra gli altri, modelli delle famiglie Claude, Gemini, ChatGPT e DeepSeek. Il cofondatore e CEO di GenLayer, Albert Castellana, sostiene che l’utilizzo di più modelli può ridurre l’influenza dei pregiudizi di un singolo sistema. L’attuale consorzio aperto del protocollo conta 35 membri, tra cui ZKsync, NEAR, Consensys e UMA.

GenLayer opera in fase beta da circa un anno ed elabora attualmente circa 12.000 decisioni al giorno. Ha autenticato immagini caricate dagli utenti per Collective Memory e risolto controversie su argue.fun. Il suo mainnet dovrebbe essere lanciato il mese prossimo.

Il progetto è iniziato quasi quattro anni fa con il tentativo di creare un modo decentralizzato per valutare le informazioni destinate a una base di conoscenza online. In seguito ha sviluppato il concetto di “contratti intelligenti”, capaci di interpretare codice, linguaggio naturale, dati provenienti da Internet e immagini, oltre a formulare giudizi soggettivi.

Un esempio è un accordo con uno scrittore freelance che valuta automaticamente il lavoro consegnato prima di sbloccare il pagamento. GenLayer è già utilizzato da Collective Memory per valutare la qualità e l’accuratezza delle fotografie caricate e determinare i pagamenti. Argue.fun usa la tecnologia per risolvere dibattiti su temi tra cui la governance di GenLayer, le organizzazioni autonome decentralizzate e la sicurezza dell’IA. Secondo quanto riferito, i suoi quattro utenti principali hanno guadagnato più di 2 milioni di dollari ciascuno.

La tecnologia presenta limiti evidenti. Castellana afferma che non è ancora abbastanza affidabile per giudicare se un’immagine sia un deepfake o per risolvere una controversia sui confini di una proprietà basandosi sulle fotografie. I sistemi di IA possono inoltre riprodurre i pregiudizi presenti nei loro dati di addestramento, mentre la ricerca sulla “Convergenza rappresentazionale” solleva la possibilità che modelli di aziende diverse possano sviluppare col tempo opinioni simili, creando una forma di pensiero di gruppo.

Una possibile applicazione a breve termine è l’arbitrato dei mercati predittivi. Castellana ritiene che GenLayer potrebbe risolvere in pochi minuti questioni di mercato ambigue utilizzando centinaia o migliaia di voti dell’IA, invece di affidarsi a lunghi ricorsi umani. Tuttavia, Internet Court non impedisce ulteriori contestazioni: gli utenti potrebbero comunque sottoporre una decisione controversa a sistemi come Kleros o UMA, oppure infine a un tribunale umano.

Castellana prevede che il processo potrebbe infine supportare DAO più autonome, consentendo loro di valutare le proposte rispetto alle proprie costituzioni e ai propri obiettivi più ampi. Resta aperta la questione se gli utenti accetteranno giudizi generati dall’IA, soprattutto mentre questi sistemi continuano a svilupparsi.

Fonti: Cointelegraph.